SI RIPARTE DA SUD CON I SOLDI DEL SUD?

0

Nel documento “esclusivo” delle trattative del governo “giallo-rosso”, vengono indicate le priorità dell’accordo, un surrogato delle richieste dei due partiti. Ma ci sarà l’accordo ?

Ma prima di tutto, c’è dentro il SUD?

E’ presente nei punti programmatici della presunta intesa? Vediamoli! Eccoli alla rinfusa:

 

  • Neutralizzazione dell’aumento dell’IVA;
  • Sostegno alle famiglie e ai disabili;
  • Incremento di politiche per l’emergenza abitativa;
  • Sburocratizzazione;
  • Rafforzamento degli incentivi per gli investimenti privati;
  • Aumento delle  risorse per scuola, università e welfare
  • Lavoro; congedo di paternità obbligatoria e riduzione del “cuneo fiscale”;
  • Individuazione di un “salario minimo“, cioè una “retribuzione giusta” e legge sulla parità di genere nelle retribuzioni,
  • Recepimento delle direttive europee
  • Spazio anche ai giovani, prevedendo politiche di welfare adeguate, e creando per chi ha lasciato l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito”.
  • Programma “Green New Deal” per l’ambiente, piani di investimento specifici, lotta al cambiamento climatico:
  • Europa, e nuovo ruolo che l’Italia perché diventi “protagonista di una fase di rilancio e di rinnovamento dell’Unione europea sia per la riduzione delle disuguaglianze e alla sfida della sostenibilità ambientale”; riequilibrio globale basato sulla cooperazione e la pace”.
  • Taglio dei parlamentari.
  • Legge sul conflitto di interessi.
  • Riforma del sistema radiotelevisivo improntato alla tutela dell’indipendenza e del pluralismo”.
  • Giustizia: ridurre drasticamente i tempi dei processi”
  • Riformare il metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura;
  • Meridione; un “piano straordinario di investimenti per la crescita e il lavoro al Sud. Istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese in tutta Italia e che si dedichi a colmare il divario territoriale del nostro Paese”.
  • L’ ” Autonomia differenziata”. Completare il processo di autonomia giusta e cooperativa, nella solidarietà nazionale, individuando i livelli essenziali delle prestazioni, i fabbisogni standard e il fondo di perequazione volto a garantire a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi.

Si era detto dieci punti ma sono raddoppiati!

Quelli del PD parevano fossero 5, poi passati a 3. Ora forse “0”.

E’, infatti, quell’elenco pentastellato riformulato Venerdì 30 agosto, quando esplose l’esternazione puntuta di Di Maio apparsa gratuita al PD e a tutti gli italiani che spaventarono i mercati. Era invece la voglia di impaurire il PD con una rappresentazione di forza.

D’altra parte, questi punti, sono come le ciliegine, l’una e connessa all’altra, l’una trascina l’altra. Insomma si dovessero scegliere i punti per il Sud e (fatta esclusione degli ultimi) vanno tutti benissimo!

Perché? Perché sono tutto e niente!

Dove si prenderanno i soldi? Già saltati circa 17mld per i noti decreti già firmati dal Capo dello Stato Mattarella e circa 30mld ancora da spendere. Questo nuovo elenco prospetta un costo di almeno altri  40 mld, minimo.

Chi pagherà il costo per il “piano straordinario di investimenti per il SUD? “. Per la crescita e con l’istituzione di una banca pubblica per gli investimenti ( qui fate attenzione non solo per il Sud  ma per tutta l’Italia) che aiuti le impreseChi se non sempre e solo  il Sud?

Essendo letteralmente distrutto , è l’equivalente del poveraccio! Sarà debole e incapace di opporsi a qualsiasi decisione afferente al proprio destino, a partire dalle “autonomie regionali-differenziata” o cosiddetta secessione dei  ricchi, punto irremovibile del M5S?

Sembra essere la festa del Sud ma deve comprarsi da solo la torta e pure le candeline.

di Bruno Pappalardo

 

Comments are closed.