Su Macron, il commento più divertente è quello di Renzi

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annafalconeFra tutti, il commento più divertente è quello di Renzi che esulta per la vittoria del suo “amico” Macron. Lo invidia – dice – perché è riuscito a diventare Presidente con il 24% dei voti, mentre lui con il 40% si è dovuto dimettere…Premesso che i due sistemi, italiano e francese, sono profondamente diversi, che Renzi non è mai stato eletto, ma deve la sua Presidenza allo sgambetto fatto a Letta e le sue dimissioni alla promessa fatta in campagna elettorale, in caso avesse perso. Premesso che ha perso proprio, non sono gli italiani che non hanno capito la riforma, anzi, l’hanno capita benissimo e per questo l’hanno rispedita al mittente (qualcuno glielo dica). Premesso che aveva dichiarato che in caso di vittoria del NO avrebbe ritenuto conclusa la sua esperienza politica e, invece, è ancora qui a cercare di spacciare per rivincita la sua vittoria (annunciata e preparata) vittoria alle primarie del PD. Premesso che nessuna legge elettorale conforme a Costituzione potrebbe consentire in Italia di avere la maggioranza parlamentare con il 24% dei voti e, pertanto, il presidente del Consiglio deve avere la fiducia della maggioranza reale del Parlamento. Premesso che Renzi non perde occasione per ribadire – nonostante la bocciatura del popolo italiano – la sua aspirazione di trasformare il Paese in una democrazia di investitura, legittimata anche solo da una minoranza (gonfiata) dei consensi. Premesso che Macron è la faccia nuova della solita destra liberista e tecnocratica che tira le fila dell’Europa e di tanti governi “fantoccio”, mentre Renzi continua definirsi autonomo da quei poteri e di centro-sinistra. Ecco, premesso tutto ciò, la vera domanda è: ma quando mai sono diventati “amici”? Macron lo sa? Qualcuno lo dica anche a lui…per favore.

Anna Falcone – post su Facebook
Comitato per la democrazia Costituzionale

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