REFERENDUM AL NORD, MORTE DEL SUD

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Che dire? Solo una serie di considerazioni!

Sud-ItaliaIl cosiddetto “referendum consultivo” in Veneto e in Lombardia ( legittimissimo) suscita tante riflessioni.
1) La sinistra, con un silenzioso dribbling, se fatto passare la palla rovente tra le gambe. Snobbando il referendum ha messo in crisi proprio quei valori basilari della Sinistra storica, artefice della Resistenza e della Costituzione da cui nacque. Quando dico Sinistra non dico quella democristiana di Renzi, ma dico quella figlia orfana ( defunti i genitori) dell’ “Internazionalismo socialista” che tendeva a “unire” e non separare le sovranità popolari.
Gramsci, volle chiamare il suo giornale “ l’Unità” apposta per far convergere l’opposizione operaia con quella contadina in una sola forza rivoluzionaria rinnovatrice della società nazionale e poi internazionale. Siamo invece giunti alla frantumazione dei territori perché è stata anche la caduta per fragilità di uno Stato che intanto perdeva la spina dorsale che lo teneva in vita: il semplice lavoratore.

2) La Sinistra fece nel 2001 un altro autogol , ossia la legge sulle autonomie territoriali ( diversa dal decentramento) con un altro “referendum” popolare, modificando il titolo V della parte seconda della Costituzione riconfigurando la Repubblica italiana come Stato federale. Nacquero le Regioni, e nacquero i ladri con i colletti bianchi. Forse e meglio dire che questi si moltiplicarono a dismisura;
3) Ammesso che le due regioni del nord, riuscissero ad avere una “autonomia” simile a quelle con Statuto Speciale , ebbene, percepirebbero, o meglio, tratterrebbero, se ricordo bene, il 9% su 10% degli oneri tributari ed extra. Significa che non circolano più, per il paese, ad esempio, un euro proveniente dal Veneto e dalla Lombardia. Lo Stato ( e quindi i cittadini italiani) incasseranno addirittura 90 centesimi in meno. Saranno in meno nelle tasche degli italiani nella forma di erogazioni di servizi, sanità, sicurezza et cetera.
4) Il Sud, da cui il Nord ancora prendeva tutto (appalti pubblici e privati, Iva, ricavo delle banche, istituti assicurativi e aziende delocalizzate) riceverà ancor meno.
Se spudoratamente già si prendono – rubano – dalle risorse spettanti al Sud ( quello dello Stato e quelli della UE) o ad esempio le 80,00 euro di Renzi, …cosa capiterà di peggio nel Meridione?
5) Anche il Sud si è fatto fregare. Il referendum – che è un pericoloso esplosivo sociale ed economico perché potrebbe degenerare in richieste di altre autonomie – agevolerà i più ricchi che saranno capaci di comprare i più poveri. Prenderanno dal Sud l’operaio sottopagato o strapperanno al sud, sottraendole, risorse vitali. Lo lascieranno marcire ancora di più rendendo disastrosamente unitile ogni tentato di risveglio imprenditoriale e le sue esigue energie;
6) Sappiamo bene cosa c’è dietro questo referendum. Non autonomia fiscale ma indipendenza o è quello che vogliono far credere; (…e questo era chiaro)
7) Dove sono i rivoluzionari dell’indipendenza del Sud da tastiera? Che faranno ora?

Vorrei continuare e sviscerare migliaia di altri argomenti ma per adesso, per oggi, mi basta. Staremo a vedere essendo sufficientemente deluso ma mi aspetto la reazione di tutti noi.
Dovranno pur venire a chiedere altri soldi per le loro banche? Vedremo se saremo capaci di respingerli.

di Bruno Pappalardo

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