Lo SVIMEZ certifica che la Questione Meridionale esiste

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I dati pubblicati ieri dallo Svimez che vedono un Sud in piena recessione e un gap rispetto al nord, che pure non brilla, che sembra comunque aumentare ci restituiscono un Italia in cui, semmai ce ne fosse ancora bisogno, vede la questione meridionale ancora tra le cose prioritarie che i governi di questo Paese dovrebbero affrontare.

Negli ultimi anni sono andati via 2 milioni di giovani dal nostro sud. Un dato drammatico che pone l’emigrazione come questione di fondo di cui bisognerebbe tener conto a livello politico.

Uno Stato che investe sempre meno nel Paese e sempre meno al Sud il cui divario dalle altre regioni non può che variare in negativo.

E qualcuno parla ancora di “autonomia differenziata”, una sorta di “secessione dei ricchi” che opererebbe, non per diminuire il divario tra chi ha e chi non ha, ma per garantire a chi ha di più a continuare ad avere di più usando una marea di fake news a sostegno di un’analisi che punterebbe a sostenere un’efficienza che è data non da una migliore gestione delle risorse come si dice, ma da un’erogazione dello stato senza fine verso un certo numero di regioni sempre le stesse.

Facciamo un esempio concreto: si dice che la Lombardia vuole l’autonomia del suo sistema scolastico perché esso è ai primi posti nelle classifiche del Paese. In realtà la Lombardia è ai primi posti nella classifica delle scuole gestite dallo stato, agli ultimi nella classifica della formazione professionale gestita dalla Regione. Quindi quale sarebbe la ragione per far gestire a regione Lombardia le scuole statali, che funzionano benissimo, a fronte di scuole di formazione professionale regionali che non brillano ?

C’è bisogno di una classe politica che si faccia carico in maniera radicale della questione meridionale e di uno Stato che finalmente applichi la Costituzione per garantire l’uguaglianza di tutti i suoi cittadini ovunque essi vivano e non il contrario.

Michele Dell’Edera

 

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