L’Europa si costruisce con i suoi popoli

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Napoli e Grecia“L’Europa si costruisce con i suoi popoli”, è parte della scritta che campeggia sulla facciata di palazzo di città a Napoli. L’amministrazione comunale di Napoli dice chiaramente da che parte sta ed esprime la sua solidarietà al popolo e al Governo Greco.

Quella che doveva essere l’Europa della solidarietà, dell’unità per essere forti e in grado di supportare i più deboli si è trasformata nell’Europa dei banchieri e dei burocrati e anche dei politici che, accecati dal loro nazionalismo e interesse di bottega, non esitano a buttare a mare parte d’Europa e quanto di buono si è costruito. Da quando cioè, i padri fondatori d’Europa, dopo la seconda guerra mondiale, pensarono che l’unità del vecchio continente avrebbe favorito l’avvento di un’epoca di pace e benessere.

E’ sicuramente stato così per tanti decenni, ma pare che, oggi, l’Europa, diciamolo pure, grazie ai popoli del nord Europa, o meglio ancora, ai loro governanti, torni in guerra, calpestando diritti e aspettative di vita pur di conquistare mercati e mantenere posizioni di predominio.

La Germania nel corso del ventesimo secolo è stata aiutata più e più volte pur essendo stata causa di orribili guerre e genocidi, pur quando per favorire l’unificiazione sforò tutti i parametri che, tra l’altro, gli vennero condonati. Ebbene questa Europa dalla memoria corta non va bene. L’Europa che dà sanzioni a uno stato che preferisce il latte vero a quello in polvere non va bene. Questa non è l’Europa dei popoli, questa è l’Europa dei colletti bianchi. Questa Europa così com’è non ha senso di esistere. Cambiamola o chiudiamola qua.

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