L’assenza di una controproposta

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Se c’è una questione drammatica che pone la caduta del Governo Conte, della quale caduta sono contento, è l’assenza di una controproposta credibile rispetto alla proposta nazionalista, nordcentrica e autoritaria che Salvini andrà a proporre agli italiani.

Abbiamo un Movimento 5 Stelle che si è dilaniato dilapidando il suo consenso elettorale in un anno di sostegno a un Governo che si è concentrato in gran parte sugli obiettivi salviniani e delle regioni del nord, che ha fomentato i sentimenti peggiori nell’immaginario collettivo, che ha immaginato che la solidarietà fosse uno dei mali che affliggono la società andando a criminalizzare il mondo associativo, quasi fosse l’anello debole dell’italianità e del nostro essere popolo. Un popolo che da sempre si distingue per la sua capacità di partecipazione all’altrui dolore nei momenti di difficoltà.

Un M5S che non si è accorto dell’affondamento della nave di governo neanche quando l’acqua imbarcata aveva raggiunto livelli di guardia, andando ad approvare, proprio nelle ultime ore di vita dello stesso un decreto sicurezza che fa accapponare la pelle e il progetto TAV ampiamente osteggiato dalla base pentastellata e dai territori interessati.

Un Movimento 5 Stelle che ha lasciato maramaldeggiare in tutto il sud le truppe salviniane senza accorgersi che le stesse stavano erodendo quell’elettorato meridionale che ha fatto la fortuna del movimento alle scorse elezioni politiche.

L’unica cosa della quale si può essere contenti è che l’Autonomia Differenziata per il momento non sia passata. Ma sia chiaro, se dovesse vincere la Lega, passerà immediatamente e sarà peggiore di quella pessima già escogitata.

L’altra possibile controproposta potrebbe venire dal Partito Democratico di Zingaretti che vive ancora il dramma della zavorra dei renziani e che non riesce ad andare oltre una proposta politica che non sia in salsa quasi “liberaldemocratica”. In una regione simbolo governata dal PD come l’Emilia Romagna la miglior idea che sono riusciti a partorire è quella dell’Autonomia Differenziata, la secessione dei ricchi, in pratica né più né meno che una proposta in salsa leghista. Sempre con un colpo da strateghi il PD presenta nei giorni scorsi una proposta pro TAV che viene approvata dalla LEGA e da tutte le destre.

Viste queste premesse, non riesco a capire quale possa essere la proposta del PD per il Sud del Paese e per l’Italia intera

Di quella che potenzialmente era un’opposizione di destra al Governo è inutile parlare. Adesso entrerà in campo con Salvini, non vedono l’ora.

Resta ipoteticamente ancora uno spiraglio a sinistra. Parlo di uno spiraglio perché è necessario far emergere una proposta alternativa, progressista e meridionalista da presentare al Paese facendo in modo che raccolga anche consensi in grado di garantirne una rappresentanza parlamentare. Andranno studiati i messaggi, i contenuti, le strategie e le alleanze possibili per raggiungere un risultato fondamentale per le sorti di questa Repubblica.

Lo si deve agli italiani e a tutti coloro che vivono in questo Paese, lo si deve alle prossime generazioni che hanno diritto di vivere di speranza nel futuro e non di odio, lo si deve, consentitemi, a quella parte del Paese che da sempre non ha diritto di avere diritti, non ha diritto ad essere uguale.

C’è pochissimo tempo, gli attori in campo sono chiamati con serietà a presentare una controproposta al Paese. Se non lo si fa i rischi che correremo tutti saranno enormi.

Michele Dell’Edera

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