L’aeroporto di Reggio Calabria si annichilisce

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RTV emittente locale pubblica reggina, sul suo sito pubblica una lettera di lamentele di un cliente della Blue Express che si è visto recapitare per mail la notizia che il suo volo, già prenotato e pagato in andata e ritorno da Reggio Calabria per Bergamo, non verrà eseguito dalla compagnia aerea che non percorrerà più la tratta.

La notizia mi lascia sconsolato perché prescindendo dai sicuri aspetti civilistici e probabilmente anche penali della vicenda (mi riferisco ad una presunta interruzione di pubblico servizio), motivo per il quale consigliano il nostro concittadino di rivolgersi ad un legale o ad una associazione di difesa dei consumatori per la tutela dei suoi diritti, allunga l’ennesima ombra sulla gestione catanzarese dell’aeroporto.

Il nostro concittadino infatti che si è visto cancellato il volo prenotato e già pagato ha confermato la circostanza per la quale la compagnia aerea gli dava facoltà di avvalersi di una tratta con scalo su Lametia, segno evidente che la scelta è burocratico/politica, tanto da obbligare la compagnia a doversi sobbarcare responsabilità civilistiche e credo anche penali.

La gestione di questa tratta aerea rientra in un servizio pubblico assegnato allo svolgimento da parte di un privato. Se l’autorizzazione fosse stata revocata la compagnia sarebbe giustificata nel mettere in atto tali comportamenti ma l’articolo dell’emittente cittadina fa trasparire una volontà diversa! Ovvero sembra che la compagnia aerea, spintaneamente…. scusate….. spontaneamente abbia abbandonato la tratta e di conseguenza i clienti!

In altri articoli mi ero domandato come potesse essere gestito, con il giusto interesse il nostro aeroporto, quando a farlo è una società con partecipazioni azionarie (proprietà) dei comuni di Lametia e Catanzaro? Ovvero che interessi dovrebbero avere nel rilanciare il nostro aeroporto quado con minore dispendio economico possono guadagnare lo stesso a Lametia?

Anche la Regione Calabria non appare nutrire interessi al miglioramento dell’aeroporto di Reggio Calabria e ad assegnazioni di altre tratte senza pensare che doveva essere effettuato un valido collegamento veloce ferroviario cittadino e provinciale oltre ad un altro collegamento via mare con aliscafi per captare e servire anche la clientela messinese, che avrebbe trovato più pratico e veloce arrivare in 20 minuti a Reggio invece di impiegarci circa 02 ore. Quest’ultimo punto era ed è noto alla Regione quale motivo di grande rilancio per lo scalo ma l’ente che decide a “Catanzaro” appare sempre assente.

Quando il Sindaco Falcomatà (padre) se ne interessò rese il nostro scalo aeroportuale il primo calabrese per numeri di viaggiatori e superò Lametia. Verosimilmente questa circostanza non va proprio a genio ai politici regionali catanzaresi! Questa situazione è segno che i politici regionali preferiscono, a riprova del loro consolidato modo di fare, il fiorire di affari nella loro zona anche in danno di Reggio Calabria. Voglio anche ricordare che in questa sventura non siamo soli ma siamo accomunati all’aeroporto di Crotone, scalo fantasma verosimilmente peggio di questo di Reggio Calabria!

Alla luce di questa apparente preponderanza di interessi catanzaresi sulle altre province, alla luce delle richieste di altre regioni per ottenere l’autonomia differenziata mi domando: ma era proprio necessario abolire le province? Non era meglio abolire le regioni!

Il Partito del Sud, se troverà il giusto consenso elettorale e potrà portare suoi rappresentanti in consiglio comunale aprirà immediatamente un tavolo per l’esame dei fatti gestionali che coinvolgono l’aeroporto cittadino perché comprendiamo la fondamentale importanza dello scalo se si vuole avere un’ambizione turistica!!

Massimo Cogliandro
Partito del Sud – Reggio Calabria

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