La vertenza della Sangalli vetro tira dentro tutta la questione meridionale

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“Grazie al contratto d’area nel 1999 prende vita un progetto ambizioso , quello della Manfredonia vetro , ovvero uno stabilimento costato circa 160 mln di euro di cui 110 finanziati dalla legge del contratto d’area. Lo stabilimento produce vetro piano un gioiello che, grazie all’ efficienza dei suoi dipendenti , si aggiudica il 30 % del mercato interno, se si pensa che sul territorio (nazionale ndr) sono presenti 6 stabilimenti identici, e che il solo di Manfredonia copre il 30 % del mercato la dice lunga sulla qualità di vetro che si riesce a produrre.
L’apice si raggiunge nel 2008 anno in cui l’intera produzione di vetro annua, circa 180000 tonnellate di vetro vengono interamente vendute e per far fronte alle esigenze di mercato si acquista vetro dalla concorrenza per poi rivenderlo.
Ecco che si presenta l’esigenza di costruire un’altro stabilimento, la logica ci sta tutta, ma la forma e i metodi che si mettono in campo per finanziarlo sono fuori qualsiasi logica di mercato e strategia finanziaria.
Infatti la Sangalli vetro decide di costruire un forno a Porto Nogaro, Udine il progetto è praticamente finanziato per 70 mln di euro dalla Friulia società che fa capo al Friuli Venezia Giulia quindi una società pubblica a tutti gli effetti avendo accesso ai finanziamenti frie;  finanziamenti che si concedono solo se si comprova che con il nuovo progetto non si crea concorrenza a stabilimenti dello stesso gruppo esistenti sul territorio nazionale, e per 40 mln di euro gravati interamente sulla Manfredonia vetro.
Ecco che si presentano i guai infatti lo stabilimento di Porto Nogaro oltre a creare concorrenza alla Manfredonia vetro, e quindi dovrebbe essere multata per i finanziamenti frie, non riesce a piazzare il suo vetro sul territorio, tanto che per farlo è costretta a spacciarlo per vetro di Manfredonia.
Questa situazione unita alla crisi mondiale in atto, infatti l’imprenditore decide di inaugurare in piena crisi lo stabilimento di Porto Nogaro anche contro il parere dei maggiori produttori di vetro mondiali, creando di conseguenza perdite ingenti all’intero gruppo.
Questa situazione ha fatto si che nel 2014 il gruppo si ritrovasse 140 mln di euro di debiti cosi divisi 100 mln per Porto Nogaro e 40 mln di Manfredonia vetro, praticamente per Manfredonia vetro zero considerato i 40 mln buttati nella Porto Nogaro.
A questo punto l’imprenditore deve praticare una scelta : ovvero o perdere definitivamente lo stabilimento di San manfredoniavetroeventosolidarietàGiorgio e rifare il forno allo stabilimento di Manfredonia oppure smantellare tutte le seconde lavorazioni da Manfredonia rimontarle a San Giorgio e chiudere Manfredonia Vetro.
Ovviamente l’imprenditore decide di chiudere Manfredonia Vetro scelta dettata dalla non ragionevolezza di criteri infatti: a Manfredonia è vero che bisogna rifare il forno ma è un complesso industriale completo di produzione di basso emissivo e di vetro satinato dove tra l’altro l’imprenditore non deve più sostenere costi di ammortamento a San Giorgio oltre ad essere carente di seconde lavorazioni è carico di 100 mln di euro di debiti e comunque non riesce a raggiungere la qualità del vetro prodotta a Manfredonia.
Ed ecco che inizia il nostro sciopero 11 dicembre 2014 10 mesi di lotte senza reddito che ci sta stremando se all’imprenditore poi si aggiunge il presidente Serracchiani che sta mettendo in campo tutte le sue forze pur di salvare i 100 mln prestati alla Porto Nogaro, contattando i maggiori glass marker di tutto il mondo appare che lo stabilimento di Manfredonia sia meno efficente di quello di San Giorgio ma cosi non è.
Inoltre la regione Puglia è stata quasi totalmente assente fino al mese di luglio dove è subentrato il Presidente Emiliano.
 
Ora mi chiedo come mai il Friuli può garantire e contattare glass marker e la Puglia no?
Come si può dare pari dignità a operai del nord ed operai del sud?
Non sarebbe utile alla Puglia e a tutto il sud tenersi lo stabilimento di Manfredonia unico nel suo genere in tutta Italia ?
 
Noi non ci piangiamo addosso noi il lavoro c’è l’abbiamo, dobbiamo solo far ripartire l’unico stabilimento esistente da Pisa in giù, l’unico stabilimento completo di Magnetronico (vetro basso emissivo) satinato e laminato, dobbiamo far ripartire lo stabilimento che da solo contro 5 colossi mondiali, si aggiudicò 1/3 del mercato italiano.
 
Ditemi voi se tutto ciò non tira in ballo tutta la questione meridionale.”
 
di Massimo Ciuffreda
Martedì 3 novembre intanto l’evento: #WorkingClassCher #ConilLavorosiMangia iniziativa di solidarietà chi può non manchi !
Siamo certi che il Presidente Emiliano abbia preso a cuore la situazione per quanto complessa. Certo la questione è la questione meridionale di sempre. Aziende che da nord sono venute ad investire e che poi finite le condizioni favorevoli tornano a nord. Purtroppo è una storia che conosciamo e che va cambiata. Seguiremo le vicende dello stabilimento e degli operai di Manfredonia.
La Redazione

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