La sicurezza nasce e si fortifica con un patto sociale per una società più giusta

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povertà_960_720I recenti fatti di San Marco in Lamis (FG) e la lunga scia di sangue che insanguina l’intera provincia di Foggia e la Puglia intera devono interrogare chi fa politica su alcuni aspetti a cui bisogna dare risposta senza se e senza ma, affermando la presenza dello Stato su quattro direttrici fondamentali:

  • La Sicurezza

  • L’educazione alla Legalità e alla Cittadinanza

  • L’attenzione alle fasce deboli della popolazione e a quelle a rischio devianza

  • La lotta alle mafie

Ognuna di queste direttrici può sembrare che vada per proprio conto, in realtà, se si vuole veramente invertire una tendenza pericolosa come quella che ci vede ormai alla presenza di un antistato in molte parti d’Italia, c’è bisogno di lavorare in modo complesso sul territorio.

La Sicurezza, secondo noi del Partito del Sud, non deve essere né un tabù né una questione da delegare a terzi, o peggio, alla destra. La questione sicurezza deve essere affrontata con un approccio chiaro e deciso anche da chi si colloca politicamente a sinistra e non vede solo nel manganello la soluzione. Ecco perché parliamo di una soluzione e di un lavoro complesso che tenga conto di tutti e 4 gli aspetti di cui sopra.

La Sicurezza

Non bisogna aver paura di chiedere che le forze dell’ordine presidino un territorio e proteggano i cittadini da una mala sempre più arrogante e sempre più forte con i deboli.

Se si vuole collaborazione e se si vuole battere la possibile omertà c’è bisogno che tutti i cittadini vedano nello Stato un’entità a cui rivolgersi e dalla quale, in caso di necessità, ricevere protezione.

Un Stato disposto ad ascoltare, quindi proteggere, quindi intervenire.

La presenza dello Stato deve essere tangibile, non ci devono essere zone o luoghi “senza legge” o percepiti come tali.

L’educazione alla Legalità e alla Cittadinanza

Non ci può essere sicurezza senza un’alleanza con chi vive sul territorio, associazioni, movimenti, scuole, istituzioni locali. Le associazioni e i movimenti che hanno a che fare con i ragazzi devono essere favorite e invogliate nel loro lavoro di formazione alla cittadinanza e alla legalità. I Sindaci, i presidi delle scuole devono trovare spazi di alleanza e collaborazione al fine di creare (aiutare) sul proprio territorio (le) nuove generazioni ad essere i cittadini di domani, dove partecipazione e senso di appartenenza contribuiscano a costruire città e territori nuovi. La Città e le Istituzioni locali devono essere esempio d trasparenza e lotta alle mafie piccole e grandi del territorio ed essere in prima fila nella lotta alle piccole e grandi illegalità.

L’attenzione alle fasce deboli della popolazione e a quelle a rischio devianza

Non ci può essere cittadinanza se non c’è lavoro, non ci può essere cittadinanza se non si lavora affinché tutti i cittadini abbiano una loro dignità (data dal lavoro e dal loro inserimento nella società). Le sacche sociali di emarginazione e abbandono devono essere combattute con un lavoro comune (istituzioni, cittadini, associazioni, forze politiche, ecc.) sui territori. Con un patto sociale che punti a includere e non ad escludere.

Per fare ciò c’è bisogno che anche le istituzioni nazionali e regionali lavorino a mettere i territori in grado di dare speranza alle nuove generazioni. Non tutti possono “fuggire” per cercare un futuro, chi resta non deve essere “perduto”, ma speranza per il futuro della propria terra.

La lotta alle mafie

La lotta alle mafie non deve mai essere “sottintesa”, ma palese. Lo Stato e la società civile in ogni territorio devono sapere con chi stare e cioè con le vittime e mai con i carnefici. Il silenzio delle istituzioni è sempre colpevole e non ha scusanti. Lo Stato in tutte le sue componenti locali, nazionali, di ordine pubblico, deve mettere al primo punto tra i suoi obiettivi la lotta alle mafie, quelle violente, come quelle dei colletti bianchi spesso più silenziose, ma più pericolose che mai.

La lotta alle mafie deve essere il credo delle scuole e di tutti coloro i quali (associazioni) abbiano a che fare con le nuove generazioni. La pubblica amministrazione deve essere veramente trasparente e sapere che ogni persona presente sul suo territorio è un proprio cittadino, un soggetto che esprime doveri e diritti. Non ci sono persone che sono “più cittadini” di altri.

Se si vuole lavorare alla sicurezza, la sinistra non deve più aver paura di parlarne, la sicurezza è un diritto di ogni cittadino, deve però essere declinarla secondo un progetto complesso di società al quale tutti vogliamo tendere e arrivare. Una società più sicura, più equa, più uguale, in una sola parola più giusta.

Michele Dell’Edera
Vicepresidente del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti

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