La Costituzione più bella

0
brunopappalardoA Napoli, per avviare il grande intervento socio-umanitario di Risanamento della città, presunse di fondare un Istituto, detto anche ” Autonomo di Case Popolari”.
Iniziò già dall’800 e fece cose buone come metropolizzare diversi brani edificativi conformi al contesto. Successivamente mise mano ad opere moderne in particolare in quelle aree marginali come la periferia.
Ora ponendo la domanda se quell’Istituto e i suoi interventi urbani riqualificativi per l’allocazione di famiglie indigenti, fosse stata veramente buona cosa, ebbene, in coscienza dovremmo rispondere SI,.. ma, anche con tanti “ma”!
Ci furono tanti guasti, sia alla fine dell’XIX secolo che successivamente in era laurina, con ingiustificati sventramenti del tessuto urbano che modificarono l’assetto socio- antropologico, in particolare con la nascita di quelle officine di criminalità e emarginazione in plaghe di difficile crescita economica.
Non è detto, dunque, che tutte le operazioni realizzanti il benessere di una qualsiasi comunità, siano di per sé giuste perché onesto ed equanime il fine.
Ecco che lo stesso principio può attagliarsi alle “Modifiche migliorative” alla Carta costituzionale attuale.
Per quanto sia anche logico adeguare determinati concetti della Carta al nuovo modus vivendi dell’attuale universo sociale globalizzato, bisognerà almeno comprendere che la difesa dei principi di Libertà dell’individuo e dell’intera comunità mondiale sono mutati. Trasformati da un’infinità di cause che spesso sfuggono alla nostra riflessione perché acquisite come “normalità”. Come, ad esempio, la presenza irremovibile del melmoso calderone dell’attuale Informazione e della insostituibile Comunicazione in ogni sua forma (tivù, Internet, ecc. ecc.) A seguire, dell’imprevedibile prolungamento della vita, impossibile da prevedere.
Nulla potevano redigere, i costituenti, intorno al fenomeno delle geo-migrazioni che hanno sommerso come alte onde, gli equilibri (drammatiche e dolorose conseguenze di soggiorno) dell’erogazione di servizi, di lavoro, assistenza, del PIL, et cetera.
Come potevano, i padri fondatori, nonostante una straordinaria capacità profetica , palesemente mostrata, sapere di un così complesso futuro ?
Nondimeno delle riflessioni sono d’obbligo.
E’ il caso ancora di conservare la illiberalità del fascismo, ad esempio, e non invece aborrire, disdegnare ogni forma di dittatura?
Dittatura come quella dell’eliminazione del Senato! Una sola Camera, quella dei Deputati, accostata a quella dei consiglieri regionali ( ex Senato). Sarà riempita da non eletti, inviati dagl’ Enti Locali. Ma questi sono governati da maggioranze comunque corrispondenti a quella di Governo.
Si genera, quindi, così una autocratica forma di assolutismo assai perniciosa per la democrazia.
Bisogna intervenire, certo, riformulando i principi, ma sempre consonanti allo spirito originario della Carta e senza puntare sullo stravolgimento democratico , altro esempio, come l’indipendenza della magistratura.
Se si voleva perfezionare, migliorare e velocizzare le procedure alle Camere, bastava riordinare le norme di sistema di gestione di quest’ultime.
Ecco perché si dice NO al Referendum consultivo per la riforma della nuova travolgente riscrittura.
Ecco perché tutti già sanno o solo percepiscono una democrazia in pericolo di illiberalità.
Arriverà puntuale la mistificazione di propaganda, Vorranno Renzi, salvatore della Patria per aver eliminato cose inutili e accelerato sui metodi di governo. Perché non migliora, non affina, non raddrizza e adegua. Non cascherò nel fosso ricolmo di sterco.
Ecco, @IOVOTONO
di Bruno Pappalardo

Comments are closed.