Il Sud e la sindrome del fantasma, anche dopo il voto del 4 marzo.

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fantasmi_960_720Il 4 dicembre 2016 è successa una cosa particolare che nessuno si aspettava: Il referendum promosso dal PD di Renzi per riformare la Costituzione della Repubblica veniva respinto con una valanga di NO che venivano in modo particolare e più deciso da SUD.

All’epoca provai a dire che questo dato andava letto, interpretato, compreso e il tema sud andava affrontato una volta per sempre e inserito nelle riflessioni dei vari partiti politici e, per quanto mi riguarda, mi interessava saper cosa ne pensasse la sinistra.

Abbiamo provato in diversi incontri e assemblee a spiegare che la questione meridionale non solo non si era esaurita nel tempo, ma che essa fosse uno dei temi principali per rilanciare il Paese. Ci abbiamo lavorato come Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti, abbiamo prodotto documenti, libri, studi, incontri, parlato con dirigenti politici, ma niente (o quasi), il tema sud risulta essere ostico da capirsi e soprattutto pare che tutti vogliano tenersi a distanza.

Passa un anno e qualche mese e siamo chiamati alle elezioni politiche di qualche giorno fa e che succede ? Succede che il Movimento 5 Stelle vince a valanga un po’ in tutto il Paese, ma al sud sfonda in qualche caso con percentuali bulgare che gli consentono di arrivare in alcuni collegi anche oltre il 60%. Se si guarda cromaticamente la cartina d’italia con la distribuzione dei collegi uninominali, si vede il giallo dei 5 stelle coprire e colorare il sud del Paese seguendo quasi esattamente i confini di quello che era il “Regno delle due Sicilie”. E che è successo ?

E’ la domanda che è circolata per due tre giorni tra gli sgomenti commentatori… ma come si sono permessi al sud di fare una cosa diversa dal solito ?

Lo smarrimento durato qualche giorno ha trovato subito la cavolata del secolo che assegna al reddito di cittadinanza promesso dai 5S la motivazione del voto meridionale… Si perché al sud, non avendo voglia di lavorare hanno votato per chi gli consentisse di stare a casa e prendere i soldi….

E via anche da sud: Si è vero, è per questo… ecc. ecc.

Allora oltre a certificare le false promesse dei grillini (da verificare con il tempo ovviamente) si certifica che il popolo meridionale, come da perfetto stereotipo, è un popolo di accattoni intenti solo a scroccare qualcosa un po’ di là e un po’ di qua…

Penso invece che al sud si sia voluto buttare all’aria il tavolo, cioè i meridionali non hanno pensato tanto al progetto politico (al futuro), ma hanno pensato una sola cosa verso i soliti partiti: “ADESSO DOVETE ANDARE A CASA !”.

E come hanno fatto ? Hanno scelto il partito che meno ha governato, il partito che aveva più chance di avere successo e lo hanno votato. Cosa si otterrà concretamente è tutto da vedere, quello che però “per certo” (di certo non c’è mai nulla in politica) succederà è che i vecchi governanti andranno a casa… missione compiuta..

Altra speranza che il meridionale elettore 5 stelle ha messo nell’urna meridionale è stata: “voglio riaccendere i riflettori sul nostro disagio”. Un urlo di dolore insomma…

Qui credo che la speranza stia già svanendo… Nel mentre i settentrionali hanno votato Lega perché motore propulsivo del Paese e quindi alla ricerca dell’efficienza, questa è la volgata comune, i meridionali (che sono sfaticati) come sempre hanno cercato una via comoda e clientelare…

Queste litanie dureranno ancora qualche giorno, qualche settimana e poi si affievoliranno fino a finire nel più tombale silenzio…

Ho provato a parlare di sud in qualche incontro post voto, mi è sembrato di essere come il pazzo che crede che gli asini volino… Ad oggi non c’è questa attenzione se non in quei partiti che si sono specializzati in questo, sono nati per questo, ma sono piccoli al momento e creduti quasi dei marziani dai più…

E il SUD e i suoi cittadini torneranno a soffrire della solita sindrome: quella del fantasma, esisti, ma nessuno ti vede.

Michele Dell’Edera

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