Fedeli ai valori, non settari e connessi con la gente

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socialisti1Uno dei più grandi rischi della sinistra, quella detta radicale, non è tanto l’essere legati a valori che invece vanno coltivati. Il più grande rischio è che, dietro a parole “collettive”, oggi ci sia un linguaggio poco comprensibile, per questo non compreso e quindi non compreso né nelle lotte né nel sostegno attraverso il voto.

Le masse, il popolo, i poveri, i ricchi, gli operai, i padroni sono parole ricche di contenuto per chi le pronuncia, molto meno analizzabili per chi dovrebbe abbracciare una causa politica come quella della sinistra progressista o comunista (come molti di queste componenti si definiscono ancora e coerentemente).

Oggi, sia pure con delle distorsioni, tutte queste parole sono state sostituite nell’immaginario collettivo da parole più semplici e più vicine al proprio essere, al proprio vivere quotidiano.

Ad esempio: Le masse, i poveri, il popolo sono parole che sono state sostituite da una parola più semplice che le racchiude tutte e cioè: i cittadini (la cittadinanza). Parola generica, anche questa collettiva, ma che però definisce come il singolo individuo e la sua famiglia (comunque la si voglia intendere) siano vicini a un luogo, vivano la città, i suoi problemi, la quotidianità fatta di lavoro, futuro per i propri figli, diritto allo studio, vivibilità, asili nido, (certezze che mancano) insicurezze, difficoltà economiche, accesso al credito, servizi, diritto alla salute, discriminazioni singole, territoriali, razziali, di genere.

Più questa analisi la spostiamo in zone diverse del Paese più queste differenze e queste sofferenze vengono fuori.

Più non si riesce a dare risposte chiare a queste istanze più le persone scelgono i linguaggi semplici, risposte apparentemente concrete, la possibilità di capovolgere il tavolo quando si è chiamati al voto (come nelle ultime politiche).

Riprendere dai valori, riprendere dai sogni, anche dalle utopie, ma che siano il più possibile trasformate in cose concrete, in vita quotidiana, in qualcosa in cui ogni individuo vede una speranza per il futuro, per i propri figli e la propria terra è il compito che spetta alla sinistra, anche a quella antagonista.

Antagonista non perché sarà sempre contro, ma perché il suo modello di società deve essere palesemente differente, concretamente realizzabile, profondamente credibile.

Se si saprà essere così, allora la sinistra, non solo in Italia, avrà ancora un senso di esistere.

 

di Michele Dell’Edera

 

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