Considerazioni sulla giornata in ricordo delle vittime meridionali istituita in Puglia

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Il museo Lombroso in Piemonte, nel quale sono esposte le teste dei briganti meridionali

Il museo Lombroso in Piemonte, nel quale sono esposte le teste dei briganti meridionali

Il Consiglio Regionale della Puglia, su proposta del Movimento 5 Stelle, ha approvato l’istituzione di una giornata della memoria per le vittime del sud durante il risorgimento.

Alcuni consiglieri regionali hanno votato contro, come è nelle loro prerogative che io rispetto profondamente, ho però da dire alcune cose:

“Non è forse tra le priorità una giornata di ricordo dei morti meridionali, però dobbiamo cominciare a riflettere sul fatto che la storiografia ufficiale sia sostanzialmente falsa. Cioè non ci fu alcuna guerra di liberazione, ma una guerra di occupazione con repressioni cruente. Fu una guerra civile che durò dieci anni. Quelli che furono definiti Briganti (delinquenti) non lo erano, o non lo erano per la gran parte.

Oggi noi ricordiamo Bixio (Eccidio di Bronte – uccise contadini che reclamavano la loro terra) intitolandogli strade, ma fu criminale di guerra. Ci sono strade intitolate a Cialdini, ma lui bombardò e uccise la popolazione inerme per rappresaglia esattamente come fecero i nazisti un’ottantina di anni dopo nel loro agire quotidiano… Al sud furono distrutti interi paesi: Casalduni, Pontelandolfo; stuprate donne dai soldati piemontesi, fucilati solo perché secondo la fisiognomica teorizzata da altro criminale tal Cesare Lombroso che stabiliva dalla faccia dei singoli se erano criminali (follia)… A Pietrarsa ci furono i primi operai morti perché scioperavano contro lo smantellamento delle fabbriche del sud che poi avrebbero arricchito il nord… Io la giornata del ricordo delle storiedibrigantaggiovittime meridionali non la vivo come “un separatore” Noi e Voi… sbagliata questa interpretazione, ma come un atto di verità… I meridionali non erano i brutti e cattivi, ma coloro subivano un invasione… I Savoia non erano i salvatori della patria, ma degli usurpatori che non erano diversi dai Borbone (anzi) rispetto a ferocia… provate a chiedere ai genovesi cosa fecero rispetto alla città che si ribellava… esattamente quello che fecero i Borbone a Messina… Ecco se volete apriamo un dibattito su questo, io sono un unitarista, ma non mi piace che si spolveri l’unità solo quando c’è qualche iniziativa che porti il sud a riscoprirsi… e poi silenzio su tutte le menate provenienti da altre parti d’Italia… Io mi sento un meridionalista “politico” più che “storico”, ma quella storia, quella che leggiamo sui libri è una “fiaba”… Questo può essere un inizio di unità più che di separazione… Io avrei votato a favore, nonostante i limiti di questo provvedimento che, in fondo, è solo simbolico…

Provo a citare Gramsci anche per futura memoria degli uomini di sinistra (e di destra):

È noto quale ideologia sia stata diffusa in forma capillare dai propagandisti della borghesia nelle classi settentrionali: il Mezzogiorno è la palla di piombo che impedisce i più rapidi progressi allo sviluppo civile dell’Italia; i meridionali sono biologicamente degli esseri inferiori dei semibarbari o dei barbari completi, per destino naturale”. Antonio Gramsci, nel 1926, non parla esplicitamente di Lombroso. Non ne ha bisogno. (da Linkiesta.it)

Spero che i consiglieri regionali della Puglia siano attenti a tutte le altre questioni sul tappeto che fanno ancora oggi del Mezzogiorno d’Italia una “questione”… dimenticata… ovunque a cominciare dai programmi politici.

Michele Dell’Edera
Vicepresidente del Partito del Sud – Meridionalisti Progressisti

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