A Reggio Calabria nasce il Partito del Sud Meridionalisti Progressisti

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Mentre l’estate volge al termine, portando con se le speranze di felicità e spensieratezza tipiche della stagione delle vacanze a Reggio Calabria dei pionieri hanno aperto una nuova stagione politica indirizzata al riscatto della città e più in generale del Sud con l’intento di seguire, novelli magi, la stella cometa del rilancio economico, morale e sociale e con tale intento hanno fondato la Sezione del Partito del Sud di Reggio Calabria!

Questi uomini sanno che il loro compito non sarà facile sia per le inevitabili difficoltà economiche da affrontare, sia perché non intendono barattare l’integrità morale con alcun compromesso. Nessuno di loro, per storia personale o per modo di fare e per specifica sottoscrizione nel modulo di adesione al Partito del Sud, si avvicinerà o peggio si sottometterà a voleri deviati o della ndrangheta per ottenere un più ampio consenso politico (l’avviso ai naviganti è così lanciato forte e chiaro!).

Gli iscritti al Partito del Sud di Reggio Calabria non cercano l’affermazione personale ma chiedono a tutte le persone un onesto intento ad aiutarli ed a partecipare iscrivendosi e dando così forza e contributi ideologici.

Serve un grande aiuto per permettere di presentare il Partito del Sud alle imminenti elezioni Comunali per le quali si devono ancora dettagliare squadra e programmi. Ma se i dettagli si vanno definendo è altrettanto chiaro che quando il Partito del Sud rientrerà nella futura squadra di governo del Comune di Reggio Calabria pretenderà la nascita di un Dipartimento contro la ndrangheta le estorsioni e l’usura.

I problemi che la globalizzazione trascina anche nella nostra città si sommano all’atavica mancanza di lavoro. Reggio Calabria è stata tradita sempre nelle aspettative, come in generale il Sud. I ricordi ci riportano al cosiddetto “Pacchetto Colombo”, nato per placare gli animi a seguito dei “moti di Reggio” che stabilì una divisione degli organi istituzionali della Calabria (la giunta regionale a Catanzaro, il consiglio a Reggio Calabria). Ma da allora ad oggi è stato un continuo stillicidio di trasferimenti di uffici pubblici verso Catanzaro desertificando Reggio Calabria. E che dire delle altre iniziative previste dal pacchetto Colombo? C’era la costruzione di un centro siderurgico, dirottato poi a Taranto e sostituito dalla costruzione del gigantesco Porto nella Piana di Gioia Tauro, oggi sottoutilizzato atteso che la famosa “via della seta” è stata allungata in favore di porti più lontani. Senza pensare all’altra promessa ovvero la creazione della Liquichimica Biosintesi di Saline Ioniche, seconda fabbrica al mondo per la produzione di bioproteine, che avrebbe dovuto portare migliaia di posti di lavoro per produrre, in soldoni, quei mangimi che poi si scoprì scatenavano il morbo della mucca pazza. Fu anche deciso, circostanza meno nota, di gonfiare le assunzioni nelle Poste e nelle Ferrovie allora statali, visto il fallimento delle iniziative precedenti, addirittura costruendo nelle vicinanze della fabbrica abbandonata della Liquichimica Biosintesi una Officina di Grandi Riparazioni delle Ferrovie che funzionò per poco tempo e fu poi chiusa. Oggi la gestione privatistica dei due enti sta riproporzionando tale approccio lavorativo e le conseguenze sulle assunzioni nel territorio si faranno sentire pesantemente tra medio e lungo termine apparendo seriamente preoccupanti.

Va anche detto che al peggio non c’è mai fine infatti di fianco all’inutile Liquichimica Biosintesi di Saline fu costruito un porto. Ebbe 17 varianti d’opera e fu costruito male (non riusciamo ad immaginare come si possano mettere in 17 posizioni diverse due bracci di porto!). Si racconta che durante le misurazioni per la sua progettazione alcuni pescatori presenti, incuriositi dai discorsi di questi grandi ingegneri, contestarono la posizione dei bracci di sopraflutto e sottoflutto in virtù della loro conoscenza delle correnti che interessavano quelle coste. Furono derisi! Oggi il porto è insabbiato, devastato dalle mareggiate ed ha eroso le coste stravolgendo la geografia dei luoghi, infatti ove al posto di un promontorio limitrofo a Capo D’Armi, punta estrema d’Italia, ove esistevano ville ed abitazioni, ora esiste un golfo e le ferrovie hanno dovuto proteggere la linea ferrata con kilometri di massicciate. Le spiagge grazie ai frutti del promesso “pacchetto Colombo”, oggi sono sparite per l’azione erosiva provocata dal porto, si pensi che avevano un ampiezza media di un paio di centinaia di metri. Tale azione erosiva ha portato le case costruite, con regolari licenze edilizie, praticamente nel mare e togliendo quindi anche le aspettative turistiche pregresse ai moti di Reggio ed ancora oggi legate alla presenza di un mare cristallino dove ci si può imbattere in branchi di delfini.

Sicuramente nessuno ha la bacchetta magica per invertire immediatamente la rotta ma certamente la paventa autonomia regionale differenziata sarebbe un colpo di grazia alle speranze di Reggio Calabria e del Sud.

Per questi accennati motivi uno dei primi obiettivi del Partito del Sud è la creazione e di un comitato contro l’autonomia regionale differenziata che spieghi a tutti le ragioni del Sud.

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